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Alimentazione e fertilità

Alimentazione e fertilità

 

Nell’era moderna la disponibilità illimitata di cibo e l’aumento della sedentarietà ha generato la grossa piaga dell’obesità. In realtà fino all’inizio del secolo scorso il problema era esattamente l’opposto. Ad affliggere la popolazione era infatti la malnutrizione e il sottopeso.
Vi chiederete ora perché ho fatto questa premessa. Bhe perché è ormai da tempo dimostrato che il nostro stato nutrizionale, sia esso spostato verso l’eccesso che verso il difetto, influenza la nostra capacità riproduttiva. È per questo che chi vuole avere una visita dalla cicogna deve prestare molta attenzione alla sua alimentazione ed al suo peso.
Logicamente le ragioni alla base dell’infertilità possono essere molteplici e così anche gli interventi alimentari. Ma ci sono alcuni principi base che possiamo sempre applicare, che migliorano il nostro assetto metabolico e quindi la nostra capacità riproduttiva:
1) Prima di tutto è importante raggiungere una situazione di normopeso, infatti il BMI è correlato al rischio di infertilità. Sia BMI inferiori a 19 (sottopeso) che BMI tra 26-29 (sovrappeso) hanno un rischio simile di infertilità, che raddoppia in cui il BMI supera i 30 (obesità)
2) Ridurre i carboidrati ad alto indice glicemico (IG). L’insulina, ormone prodotto in grandi quantità quando si ingeriscono alimenti ad alto IG, va ad influenzare la steroidogenesi (formazione di ormoni steroidei) nelle ovaie, aumenta i livelli di testosterone e in generale peggiora il quadro ormonale, soprattutto in caso di PCOS, aumentando il rischio di infertilità.
3) Introdurre il giusto apporto di proteine preferendo quelle di origine animale. Gli aminoacidi sono anche dei segnali attivatori dei recettori degli estrogeni che partecipano in molti processi riproduttivi.
4) Aumentare il contenuto di acidi grassi monoinsaturi (es: olio extravergine d’oliva) e polinsaturi (es: omega 6 e 3). In particolar modo questi ultimi vanno a regolare in positivo la produzione di ormoni, la maturazione degli ovociti e l’attività uterina. Da annotare che è importante non solo modulare la qualità degli acidi grassi polinsaturi ma anche il loro rapporto.
5) Diminuire il consumo di acidi grassi trans (es: margarina) che sono associati ad insulino resistenza, diabete e aumento di marker infiammatori che possono impoverire le funzioni dell’ovaio.
6) Esistono delle sostanze sia naturali che industriali che possono interferire con la fertilità, come la ginestina, un fitoestrogeno che si trova nella soia che ha un effetto avverso su gravidanza e riproduzione.
7) Aumentare l’apporto di folati, presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale, che sono indispensabili per la salute riproduttiva della donna, in quanto regolano la produzione di progesterone e il picco di LH.

Quindi se state cercando una gravidanza e state avendo delle difficoltà nell’ottenerla, il primo passo inizia a tavola e ricordatevi che in alcuni casi aderire da una dieta mediterranea può aumentare le probabilità di gravidanza fino al 40%.

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